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Uzi e costumi liberali. Apparatchik live in Punkow.


Diario


13 maggio 2006

Dio, merda

«Su Internet c'è una montagna di spazzatura a portata di mouse. E la cosa peggiore è che a navigare sono bambini di dieci anni. I miei amici mi raccontano che i loro figli aprono dei siti inauditi, c'è un'invadenza tremenda del web che spara merda a 360 gradi».
E allora qual è la soluzione?
«Speriamo che un dio venga a salvarci».

Massimo Cacciari

"la Repubblica"




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12 maggio 2006

C'è di meglio dei miglioristi

IL MIGLIORISMO CHE FU
 Caro direttore, Napolitano
può davvero essere il padre di
noi liberal, come ha scritto ieri
Danilo Di Matteo? Forse sì.
Ma, se è così, lo è anche perché
nel riformismo attuale si
continuano a vedere tutte le
debolezze del migliorismo che
fu: l’incapacità di creare il
consenso, l’essere audaci in
privato e fifoni in pubblico, la
mancanza di una battaglia culturale
che rimetta in discussione
i luoghi comuni di una sinistra
stanchissima e timorosa di
prendere atto del mondo contemporaneo.
Il partito arriva
sempre tardi, si sa. Ma i miglioristi
non sono mai stati
propriamente coraggiosi: semplicemente,
sono sempre arrivati
con un po’ meno di ritardo
del partito. E provare ad
arrivare in anticipo?
Paolo Bonari e-mail

"il nuovo Riformista"




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12 maggio 2006

Le iene

Cose mai viste 7

http://www.massimodalema.it/galleria/maiviste/dettaglio_foto.asp?id_doc=476




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11 maggio 2006

Vibrazioni, pianeròttoli, slacciamenti

http://rassegna.governo.it/Testi/110506/0511I1572.PDF

http://rassegna.governo.it/Testi/110506/0511I1573.PDF

http://www.dsmilano.it/html/Pressroom/2006/05/rep6_0511_napolitano-presidente.htm

(...) Chiama sul cellulare D´Alema ma il telefono vibra abbandonato sulla scrivania accanto all´unica foto in cornice che il presidente tiene sul tavolo: quella della nipote Sofia.

(...) Alle cinque del pomeriggio è D´Alema il primo politico a suonare al citofono del nuovo capo dello Stato. Al figlio che apre la porta dice "fammi entrare, Giulio: non mi lasciare sul pianerottolo".

(...) Mezz´ora e D´Alema si congeda. "Verrò quest´estate a trovarti a Stromboli, Giorgio". "Ti aspetto, Massimo, grazie ancora. Stai attento a scendere, guarda che hai una scarpa slacciata".




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10 maggio 2006

Ukasì, si può

Si può morire di noia? Sì, si può. Già non sopporto più Prodi e Napolitano, come fare? Emigrare? Appoggio qualsivoglia complotto, golpe, lunga marcia (su Roma).




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10 maggio 2006

Mieli, Rossanda, Scalfari: europei

http://www.ilfoglio.it/articolo.php?idoggetto=27925

http://www.ilfoglio.it/articolo.php?idoggetto=27926


http://www.senato.it/notizie/RassUffStampa/060510/asqdw.tif




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10 maggio 2006

Il Pres(id)ente e il Residente

L'Italia è spacciata, vecchia bestia che si guarda la coda. Avremmo dovuto scegliere l'altro, il Pres(id)ente della Repubblica, altro che il Residente. Ché la noia c'ingoia.




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9 maggio 2006

Chi più ne ha più non smetta!

E il problema divenne politico. Sì, perché sono diventati troppi i pazzi e i rincoglionisti che frequentano questo lido. Ma perché? Cos'ho fatto di ma(ia)le? Perché rincorrono me? Dovremo ragionar(vi)ci (,) su(!). Potrebbe essere una strategia, però. Potreste essere caduti nella mia trappola, allora. Potrei tenervi qua, cosìcché non possiate andare in giro pel mondo a rompere un po' di coglioni. Scrittori manìaci, fanfani(a)ni, cicci(on)allegre, sgualdrine sgualcite, è arrivato il meteorologo: e chi più ne ha più non smetta!




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9 maggio 2006

Un par di risposte (e di palle)

Ad inoz: "Più lucido un par di palle! Non hai checkato Ceccanti!".

A Cargis: "Amendola è il maestro che superò l'allievo".




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9 maggio 2006

Ukase queste sono le forze in campo

Al direttore - Comunque si concluda la battaglia per il Quirinale – e i sinceri democratici in queste ore non possono non fare il tifo per Massimo D’Alema – lo scenario politico italiano non è più quello di prima. Gli schieramenti sono destinati a rimescolarsi radicalmente. Se c’è infatti un merito fondamentale nella discesa in campo di D’Alema, è quello di aver messo a nudo le incongruenze e i limiti di un sistema di alleanze (e di contrapposizioni) che non ha alcun senso. L’Unione si è divisa in due tronconi, e così la Casa delle libertà: e ciò non è avvenuto per caso e non rimarrà senza conseguenze. Con D’Alema ci sono i Ds, la cosiddetta sinistra radicale, la parte di Margherita che proviene dal Partito popolare. In altre parole, c’è il Pci e c’è la Dc. Contro, tenacemente contro, Rutelli e i fautori del “Partito democratico”, che finalmente rivela la sua natura più autentica: novella “unità socialista” di craxiana memoria, il Partito democratico di Rutelli e Veltroni passa per l’annientamento dell’autonomia politica e della memoria storica del movimento comunista italiano. Non meno lacerato è il centrodestra. Con D’Alema ci sono Berlusconi, Forza Italia, la Lega. Contro, il profeta del neocentrismo Casini e l’indecifrabile Fini, la cui unica funzione nella politica italiana sembra oramai quella di saltellare senza costrutto di qua e di là. In altre parole, con D’Alema c’è la componente modernizzante, liberalsocialista, “settentrionale” e “produttiva” della Casa delle libertà; contro, la sua componente conservatrice, neo o paleostatalista, consociativa e autoritaria. E anche questo non è un caso: An e Udc, del resto, sono le forze che in questi cinque anni hanno oggettivamente frenato l’azione di governo e vanificato la rivoluzione liberale promessa da Berlusconi (chiedere i dettagli a Tremonti). Se queste sono le forze in campo, e così indiscutibilmente è, la conclusione è molto semplice. Le leggi della politica, ancorché sbeffeggiate e aggirate da molti anni a questa parte, valgono anche in Italia. Dopo l’elezione del presidente della Repubblica, chiunque sia, nascerà dunque un governo Prodi-Fassino-Rutelli, mentre Berlusconi con Fini e Casini guiderà l’opposizione. Ma questo equilibrio è incrinato per sempre. Prima o poi i simili si metteranno con i simili, e al “grande centro” neodemocristiano, “democratico”, conservatore e statalista si contrapporrà prima o poi la grande alleanza riformista e liberalsocialista per fare dell’Italia un paese moderno: l’alleanza fra i Ds e Forza Italia. E’ soltanto questione di tempo.
Fabrizio Rondolino
"IL FOGLIO"




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